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PRESENTAZIONE

Paolo Klavora nasce a Udine. Inizia il percorso artistico frequentando gli atelier di prestigiosi artisti friulani dei quali approfondisce le tecniche pittoriche, da quelle antiche, alle più informali. Per cinque anni frequenta la scuola dell’artista Carla Toselli, allieva di Lajons Markos, famoso ritrattista; da qui evolve la passione per la figura umana, che Klavora ritrae negli aspetti più comuni della vita quotidiana. Laureato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, nel proprio percorso artistico può annoverare diverse esposizioni collettive e personali a livello nazionale ed internazionale, tra cui l’esposizione presso il Centro d’arte di Istanbul in Turchia, e la mostra romana alla Galleria Vaticana Della Pigna.

I dipinti di Klavora rappresentano scene di vita quotidiana, incontri, momenti di convivialità, estranei al contesto in cui si svolgono, le persone sono isolate dall’ambiente circostante, galleggiano in una nebbia cromatica dove non ‘è modo di identificare, la piazza, la strada, il quartiere dove sta avvenendo la scena narrata. Nel 2014 in sinergia con l’artista Laura Di Bidino Hirennau, viene ideata la mostra dal titolo “Presenze assenti”, recentemente ripresentata in occasione del simposio “Riconoscere la Bellezza” svoltosi a Udine il 9-10-11 ottobre 2015, nella Sala Ajace del Comune di Udine. Il progetto prevede una riflessione congiunta dei due artisti sul tema dei luoghi della città contemporanea, includendovi l’aspetto sociale e l’aspetto estetico e qualitativo degli ambiti urbani. I due artisti rappresentano, l’una i luoghi presenti, i “non luoghi” frutto della recente urbanizzazione, l’altro i luoghi luoghi assenti, entrambi ambiti senza storia e senza futuro progettati per una vita di consumo veloce.

Le persone vivono, comunicano, si intercettano in luoghi svuotati di un vero significato simbolico o storico come sono appunto, al giorno d’oggi i principali centri di aggregazione umana, non più le piazze della città storica di matrice romana o medievale, bensì i centri commerciali, gli anonimi bar delle periferie industriali, gli spazi squalificanti sede di un commercio di prodotti di scarsa qualità, generati da una società dei consumi in caduta libera. Ideale continuazione del precedente progetto denominato “Senso Unico”, con questo racconto per immagini Klavora vuole soprattutto evidenziare la profonda solitudine individuale e l’isolamento che paradossalmente caratterizza la nostra società industrializzata.

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